Seguendo i media nazionali, cartacei e digitali, si evidenzia in modo inequivocabile la frattura profonda e preoccupante della società italiana. L'opposizione è condotta quasi interamente nei talk e sulle prime pagine; ed è evidente che non è in sintonia con l'opinione pubblica e meno che mai è in grado di influenzarla.
Andando per le spicce, il centro moderato ha perso progressivamente la sua centralità politica, cedendo alla spinta verso un cambiamento purchessia.
La crisi dei partiti tradizionali, di centro destra/sinistra, ne è la prova provata. Hanno condotto una politica senza respiro, conservativa e miope, dimostrando incapacità di interpretare la profondità delle trasformazioni atto, figuriamoci di guidarle.
Malgrado una legge elettorale costruita ad hoc, hanno vinto le ali estreme; che poi siano inconciliabili non interessa. Ancor meno conta che esprimano, negli atti, una politica sostanzialmente di continuità interna ed europea.
L'urlo, l'invettiva, il messaggio gridato , più degli atti, leniscono le ansie e le frustrazioni di un popolo che ha perso fiducia nel suo futuro.
C'è voglia di estremismo, di cambio radicale. Serve la sinistra di lotta, che di governo non se ne può più.
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