Ricominciare dal pat("rivoluzionarlo"), è una risposta assai deludente.
Una "pianificazione rivoluzionaria" è necessaria come l'aria che respiriamo. Il metodo delle <varianti> è vecchio come il cucco e ha già mostrato d'essere superato rispetto alle esigenze di crescita del nostro territorio.
Che esistano dei problemi irrisolti sulla viabilità interna, di collegamento e di relazione generale, è fuori discussione; che le attività commerciali tradizionali (di vicinato) abbiano subito un tracollo, anche in parte dovuto alla concentrazione* della grande distribuzione, è verissimo. Ma che dire delle vendite online e dell'evoluzione "globale" dell'intero sistema commerciale?
Forse, più di un approccio urbanistico, sarebbero più efficaci interventi sulla parte fiscale comunale, sul costo degli affitti, sulla qualità dei servizi, sulle iniziative culturali, sulla calendarizzazione di eventi, piccoli e grandi.
Insomma, si ricomincia con le solite menate.
Ps, non è un consiglio, è un giudizio. Il mio.
*come quella degli architetti nella neo giunta legnaghese
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