Non facciamone una questione ideologica.
La sinergia tra pubblico e privato è una buona cosa; basta che si rispettino ruoli, diritti e doveri, qualità del servizio prestato.
La vicenda di due "asili" , di Vigo e di Porto, dice molto sulla direzione amministrativa legnaghese.
Limitiamoci ad una analisi dei costi che , notoriamente, non sono solo finanziari ma anche sociali e persino sentimentali.
Le risorse degli enti locali sono al lumicino: bisogna tagliare, risparmiare, eliminare, comprimere, evirare.
A Vigo, per un edificio di proprietà della Curia, adibito a scuola materna con meno di trenta bambini - in continuo calo demografico, la Curia era decisa a chiuderlo-, che si potevano agevolmente trasportare nella scuola di Casette o altra vicina, si spendono per ristrutturalo dalle lesioni provocate dal terremoto ,oltre 750 mila euro di denaro pubblico. Sarà acquisito al patrimonio comunale e subito girato in comodato d'uso gratuito ad un non meglio precisato comitato per la gestione.
A Porto, l'asilo nido pubblico è troppo costoso; il personale è pagato secondo contratto nazionale. La soluzione è presto trovata: si privatizza, così si risparmia sul costo del lavoro. Tradotto :le educatrici verranno pagate meno; il servizio vedremo come sarà. Forse, era meglio una scossa sismica.
Lo strabismo dell'amministrazione è abbastanza evidente. La riduzione delle spese segue strade impervie , ma sembrano andare tutte nella medesima direzione.
Non vorrei che fosse una questione ideologica.
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