Un ministro del gabinetto in carica , il super liberale Calenda, di fronte alle critiche sui ritardi nella ricostruzione post terremoto, ha affermato: "tutto è stato fatto secondo le leggi".
Quella proposizione non suona solo come una scusa; è paradigmatica di un metodo di governo che rimarca la distanza siderale tra politica e popolo.
In primo luogo, le leggi non sono intangibili; secondariamente, nessuno dei terremotati ha richiesto che si infrangessero.
Semplicemente, non ci si attende una risposta burocratica, distaccata, di fronte ad una drammatica emergenza come il terremoto.
Ed è uno dei pochi casi in cui il rispetto della legalità c'entra poco o nulla.
Anzi, si potrebbe considerare una vera e propria provocazione dal momento che in questo Paese , dalle alpi alle piramidi, la cultura e la pratica della legalità sono misconosciute o demandate a isolati e dimenticabili eroi.
Burocrazia e legalità , spesso, sono confliggenti. Di proposito.
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