Il credo liberista sta avanzando.
Non incontra grandi ostacoli; eppure dove ci poterà la "mano invisibile" della società dominata dal mercato è sempre più evidente.
Ha avuto campo libero nel momento in cui è entrata in crisi la democrazia rappresentativa occidentale; la perdita di credibilità dei partiti, la loro degenerazione, ha prodotto una cesura netta tra eletti ed elettori. E sono avanzati modelli autoritari inediti, forme di autocrazie attenuate.
Si aggiunga la crisi d'identità dei movimenti operai e progressisti; una crisi non passeggera o contingente.
Se l'era del cognitive computing produrrà macchine che faranno in qualche minuto il lavoro di un anno di due impiegati e saranno in grado di rielaborare e imparare dall'esperienza , il mondo del lavoro come lo conosciamo, non avrà bisogno di rappresentanza perché non esisterà più.
La società sarà , però più diseguale, più escludente, più ingiusta.
Quella parte esclusa avrà bisogno non solo di essere rappresentata e difesa ma dovrà opporre un modello basato sull'equa distribuzione , sulle pari opportunità e per un nuovo umanesimo.
La partita è ancora aperta.
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