Per me, i punti essenziali ed irrinunciabili sui quali un'amministrazione comunale dovrebbe spendersi senza remore sono i seguenti.
Il sistema cultura, il modello di sviluppo, l'innovazione e l'integrazione del territorio.
Il primo, è prodromico a tutti gli altri: non è una questione solo dell'utilizzo delle strutture e delle fondazioni che si occupano di segmenti culturali, peraltro tutti importanti, quanto l'estensione e l'intreccio tra la produzione culturale e la comunità. Investire in cultura vuol dire sostanzialmente piantare un seme che dia frutti, che allarghi la base dei produttori e dei fruitori delle varie attività culturali; in questo senso, le associazioni territoriali hanno un compito primario.
Il secondo ,è fondamentale per garantire un futuro alle nuove generazioni; è , dunque, l'antidoto e la risposta all'abbandono del territorio, dell'invecchiamento della popolazione; rappresenta la sola forma di garanzia della capacità degli enti locali di mantenere ed estendere la qualità dei servizi sia collettivi che individuali.
E' di tutta evidenza che esiste un stretto legame del secondo con il terzo punto.
Non c'è verso: i Comuni devono mettersi assieme, intessere una rete, fondersi.
Fare massa critica è il primo indispensabile passo per stare al passo con i tempi, mettere a frutto le potenzialità territoriali esistenti, collegarsi con il resto del mondo attraverso le vie digitali,
agganciare la nostra gente al rinnovamento e alla trasformazione del lavoro e delle opportunità del nuovo millennio. L'identità e l'appartenenza non sono in gioco. Noi, siamo in gioco.
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