L'autonomia non dovrebbe essere differenziata per legge.
Nei fatti lo è già: in parte per le Regioni a statuto speciale, in parte a causa della gestione degli amministratori locali e della situazione socio-economica locale.
L'esempio più eclatante è la Sanità.
L'articolo 117 della Costituzione(1948) prevedeva per le Regioni <l'assistenza sanitaria ed ospedaliera>. Non avevano alcuna capacità impositiva e si dovette attendere quasi il 2000 per l'introduzione dell'addizionale irpef (0,9 %) e l'irap (aliquota al 4,25%) come contributi dei datori di lavoro.
Si analizzi l'evoluzione, da allora, della contribuzione di ogni singola Regione e la "perequazione" trasferita dalla Stato, e si capirà come sia in atto una vera autonomia differenziata.
Alcuni esempi: la Lombardia contribuisce con il 40% ,la Calabria con l'8.
Cioè, nel primo caso lo Stato mette il 60 rimanente, nel secondo il 92.
Più differenziata di così...
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