La campagna elettorale per le comunali legnaghesi offre spunti interessanti, che superano l'ambito strettamente elettorale.
Dopo aver appreso che Caio Giulio Cesare era un keynesiano ante litteram , veniamo invitati a dare un voto utile.
L'invito mette in discussione la natura stessa della manifestazione della volontà popolare.
I voti si prendono(preti e frati), si fanno( se succede questo faccio quello), si danno(docimologia),si chiedono(democrazia).
In effetti, i voti possono anche puzzare(se di scambio o in odor di mafia). Alcuni voti possono essere variamente coniugati ; per esempio: se lo voti, prendo i voti(ovvero, se votano quello,mi faccio prete).
L'esortazione a votare bene , invece, implica l'astensione, cioè la negazione del voto.
Mentre l'invocazione del voto utile mistifica il valore della democrazia, violando il principio di uguaglianza su cui si fonda un sistema democratico.
In definitiva, chiedere un voto utile non è altro che l'ammissione dei propri limiti. Che renderebbe il voto, se non inutile, sprecato.
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