martedì 30 aprile 2019

l'autonomia

Il Sindaco degli ultimi decenni del secolo scorso, era eletto dalla maggioranza del Consiglio Comunale. I partiti comandavano, le liste civiche erano mosche bianche, i consiglieri avevano un certo potere, persino quelli dell'opposizione.
La "pianta organica" dell'Ente era rigida e sottomessa al potere politico( quando sapeva o voleva esercitarlo). Il Segretario Comunale era il padrone incontrastato del personale.
Le attribuzioni, le funzioni, le competenze e le finanze era regolate dal Testo Unico degli Enti Locali, risalente  al 1915(modificato nel 1934).
L'ultima riforma- 1997- porta la firma di Bassanini. Una legge che non ha raggiunto gli obiettivi che si sperava: semplificazione, efficacia dei provvedimenti, organizzazione del lavoro.
Il principale aspetto positivo è l'elezione diretta del sindaco.
Ora, ciascun candidato sindaco e consigliere dovrebbe chiedersi dove sia finita l'autonomia dell'ente.
Quella stessa prevista dalla Carta Costituzionale; la medesima cavalcata da qualche partito del nord. Mentre si vorrebbe potenziare quella delle Regioni che, per molti ambiti, ne hanno anche troppa.
Certo, è una domanda scomoda; perché mai dovrebbero porsela?

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