La risposta del primo cittadino legnaghese all'articolo<Legnago città fantasma>, apparso qualche giorno fa sul quotidiano locale, è il minimo sindacale.
Tuttavia, illustra l'urgenza di un profondo generale sovvertimento .
In primo luogo, da quelle righe, non emerge neppure superficialmente, la gravità della situazione della città, sia sotto il profilo culturale che economico, per tacer di quello politico; poi, si nota l'assenza di una qualche assunzione di responsabilità dei cinque anni buttati da una giunta a dir poco neghittosa. La colpa del declino , si lascia intendere, è dei tempi della globalizzazione. Motivazioni patetiche e non commentabili .
Certo, servono idee nuove.
Ma più d'ogni alta cosa, è indispensabile come l'aria il ricambio generazionale.
Legnago ha bisogno di volti nuovi, di persone affidabili che portino competenze ed entusiasmo.
Vista la situazione dei partiti locali, attanagliati da antiche liti, bisognerà cercare altrove.
Bisogna cambiare tutto!
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