martedì 10 settembre 2019

dissenso: niet!

Il dissenso è sempre fastidioso. In qualsiasi settore si manifesti, suscita irritazione se non riprovazione. Sembrava che nel sistema politico domestico, con la caduta del Muro, i partiti fossero diventati plurali, tolleranti, inclusivi, dialoganti, aperti al posizioni interne dissonanti dalla linea ufficiale. Ciò era facilitato dal fatto che quasi mai questa linea era così netta.
Ammetto che , a differenza dei moderni spiriti liberi, sono sempre stato favorevole al "centralismo democratico". Anche per questa ragione, non sono mai mancate le critiche di stalinismo al maggior(unico?) partito della sinistra del novecento.
Mi trovo in imbarazzo oggi che un partito non tollera dissenso interno, commissaria intere strutture regionali, espelle militanti appena cantano fuori dal coro ma è di destra.
Padroni in casa loro, ovviamente.
Che sia una forma di stalinismo o del culto della personalità, mi sembra una invasione di campo.

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