Il cambiamento è necessario?
E quale? Uno di stampo riformista, moderatamente riformatore e, in fondo, conservativo; o profondo, innovativo, cioè rivoluzionario?
Intanto , tutti vogliono o dicono di voler cambiare.
Almeno, si fa strada la percezione del fatto che le cose così non sono più sostenibili a lungo. Rimane inalterato il quesito: che cambiamento potrà essere se lo imporranno i centri di potere finanziario e i colossi delle nuove tecnologie?
Forse, è meglio lasciare le cose come stanno. O ci penseremo domani.
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