domenica 18 agosto 2019

cortocircuito

Il sistema politico è andato in cortocircuito.
Ci si può ragionevolmente attendere che le cose cambino, se non cambieranno gli attuali protagonisti?
La legge elettorale , marcatamente proporzionale, favorisce le coalizioni; i partiti in campo hanno più punti di contrasto programmatico e ideale di quanti siano quelli condivisi. Il prossimo governo andrebbe incontro alle medesime difficoltà di quello attuale.
Dal 2011 (governo Monti) ad oggi, non è stata avanzata una seria proposta di modernizzazione del Paese. E servirebbe sia per l'assetto istituzionale che per lo sviluppo economico.
La sfida sovranista, che implica necessariamente l'uscita dall'euro, ha subito una sostanziale battuta d'arresto. Ma nessun'altra forza politica ha dimostrato lungimiranza e coraggio per un cambio radicale.E' assai problematico, che in un lasso di tempo così ristretto, avvenga una sorta di miracolo laico che dia alla luce uno schieramento (almeno)progressista con un progetto innovativo.
Che si voti o meno, le cose non cambieranno. Se non in peggio.

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