I giocatori
perdono sempre. Non è gente che si affida alla fortuna; sanno che esiste,
spesso confidano di esserne aiutati. Come degli innamorati traditi, non
soffrono della sua infedeltà quanto del suo desiderio. L’accarezzano teneramente
e quando ne sono inebriati lei si
dissolve. Pagano per questo, la maledicono , la sognano e riprendono a giocare.
Quelli che tentano di giocare razionalmente, calcolando i rischi, mantenendo la
mente fredda, che mollano quando hanno il gioco contro, che contengono le
perdite sono degli annoiati professionisti, non sono giocatori. Perché,lo si
sappia o no, i giocatori,alla fine, perdono.
Non importa
quanto,non dove e tanto meno se possano coprire le perdite. E’ un problema che
non può condizionare il gioco:i debiti si pagano, prima o poi. E i perdenti
sono simpatici a quasi tutti. Tranne, forse, ai creditori.
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