Il programma dei giallo verdi ha come architrave il racconto della contrapposizione tra ricchi e poveri, tra élite e popolo, tra chi difende chi non arriva alla fine del mese e chi se ne frega, tra buoni e buonisti.
E' una rappresentazione comoda ma si rivelerà un'arma a doppio taglio.
Perché alla fine della fiera il cambiamento non avverrà. Non si trovano, nel racconto e nelle opere di questa maggioranza asimmetrica, nemmeno i germi che lo possano generare.
Si tratta dell'ennesima versione di un "riformismo" illusorio ed inefficace che ha ripetutamente fallito.
Un sistema economico che si regge sul mercato( più o meno libero), o si abbandona o si subiscono le le sue regole.
Ci raccontano , in sostanza, una storia suggestiva ma non inedita.
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