Comunque la si pensi, il taglio di spesa per la scuola fino a 4 miliardi nei prossimi tre anni, è un atto di grave irresponsabilità.
L'istruzione come la sanità non devono essere gestite in modo meramente contabile; la concezione ragionieristica di diritti primari porta all'imbarbarimento.
Per un popolo di anziani, tardi o grandi, i servizi legati alla salute sono una priorità.
Le nuove generazioni devono essere tutelate attraverso istruzione, ricerca e formazione.
La produzione di ignoranza non ha necessità di bonus, lo studio e il merito sì.
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