Il pd ha scelto il suicidio dolce; la sua Direzione allunga i tempi per celebrare i sacri riti di una stagione che non è più.
Non sono bastati la sconfitta elettorale e il vuoto di proposta e iniziativa politica, che hanno spianato la strada al governo della Lega , per indurre i suoi dirigenti ad abbandonare il campo. I grilli, poi, sono ammennicoli che il segretario-ministro,vice premier e capitano ogni tanto titilla.
Le larve degli altri , da FI a Fratelli d'Italia, da Sinistra Italiana a Leu, da più Europa a Potere al Popolo si arrabattano : confidano, poverini, che lo spread o la commissione europea faccia il lavoro sporco al posto loro.
Non accadrà, comunque non tanto presto quanto sperano.
Stupisce , ma fino a un certo punto, che si sia saldato un fronte eterogeneo che va da confindustria ai sindacati, dalla grande borghesia agli intellettuali di maniera, dagli economisti di regime alla plutocrazia, dalle consorterie giornalistiche alla conferenza episcopale.
Mi sembra sbagliato e fuorviante liquidare questa fase politica come frutto di un populismo ignorante e straccione.
Io coltiverei qualche dubbio.
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