Non dobbiamo temere che le cose cambino. Tanto, in meglio o in peggio, è inevitabile.
Bisognerebbe lavorare per migliorarle; in questa fase di neo centralismo regionale, la nostra area , pur omogenea socialmente ed economicamente, deve trovare da sola energie ed idee per uscire dalla trappola del declino.
In prima fila ci si aspetterebbe di trovare gli enti locali, i sindaci.
I comuni meno popolosi potranno difendere identità ed autonomia, il livello dei servizi e persino la loro sopravvivenza, solo se faranno sistema con quelli più grandi. I maggiori a loro volta potranno promuovere sviluppo sostenibile ed innovazione, offrire opportunità a giovani ed anziani sull'intero territorio raggiungendo la necessaria massa critica.
In testa , idealmente ed operativamente, mi sarei aspettato ci fosse il sindaco di Legnago.
Invece, occupa il Palazzo inutilmente.
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