Si sta per chiudere una fase politica; aggiungo di mio, anche amministrativa.
I segnali sono evidenti, anche se i tempi potrebbero non essere brevissimi.
Intanto, le prossime scadenze elettorali segneranno una svolta. Verrà a mancare una maggioranza di governo omogenea; i leader attuali mostreranno la corda, chi per ragioni anagrafiche chi per insufficienze costituzionali.
La resistenza al cambiamento della vecchia politica, escogiterà qualche formuletta ispirata al classico bizantinismo.
Le autonomie locali, come venivano appellati negli anni addietro comuni e provincie, sono esangui; anzi, le provincie sono zombie e i comuni nel guado, tra innovazione e stupidaggini identitarie.
L'occasione è d'oro per il nostro territorio.
Saper cogliere e coalizzare tutte le forze che condividono la visione di un basso veronese innovativo, consapevole delle proprie risorse umane e materiali e, prima di tutto, che disuniti non si può contrastare il declino, costituirà il banco di prova della futura classe dirigente locale.
A cominciare da Legnago.
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