Sarebbe un grave errore da parte delle Istituzioni e del governo ignorare il successo referendario; anche un tentativo burocratico che anestetizzasse le domande che i referendum pongono, sarebbe un rimedio peggiore del male.
Sbaglierebbe la Lega (di nuovo) nord a cantar vittoria e fraintendere il risultato: il sì è per una maggiore autonomia, ovvero per trattenere una maggior parte di entrate, non un segnale di secessione o di mera adesione partitica.
Si è messo in movimento un altro treno, dovrebbe essere guidato con cautela e attenzione.
L'altro, quello del segretario del PD, temo, deraglierà.
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