domenica 27 agosto 2017

stare insieme a chi

Se dovessi giudicare dal vocabolario che viene rispolverato dai politicanti che si rifanno a temi di sinistra, direi che rimestiamo acqua nel mortaio.
<bisogna stare uniti, stare insieme> è, da tempo immemorabile, l'incipit di ogni posizione.
Il presupposto logico è che più siamo meglio stiamo: le coalizioni costruite artificiosamente , del tipo un pochino di sinistra pseudo radicale+ sinistra riformista + centro+ centro moderato cattolico + un pizzico di destra , coprono un bacino elettorale ampio e dunque si possono pescare più voti. Non hanno mai funzionato perché la coesione è negli obiettivi e l'unico in comune, in questi casi, è vincere. Una volta vinto, ognuno tira per sé.
<basta personalismi>, è l'altro refrain : la rottamazione l'ha inventata Renzi; anche precedentemente , comunque, gli scontri tra personalità era all'ordine del giorno. Sono uno dei fattori di una comunità politica, bisogna saperli gestire e questo è il compito di un leader. Se prevalgono le contrapposizioni personali , non ci sono che due soluzioni: uno solo al comando o la separazione. Dunque, i personalismi  sono l'effetto non la causa.
In sedicesimo, vale anche sul piano locale.

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