Un termine, che sembrava relegato nel lessico sessantottino, riemerge dopo gli ultimi sommovimenti europei: opposizione extraparlamentare.
La fantasia dei politologi , nell'ansia di archiviare le vecchie ideologie e la classificazione destra-sinistra, mostra quanto sia asfittica.
Non ci vuole poi molto a comprendere che, se una parte consistente dei cittadini(?) non si senta rappresentata dalle forze politiche presenti nelle aule parlamentari, si riversi nelle piazze, si organizzi per rivendicare il diritto d'esistere.
Una legge elettorale che privilegi una sola lista, che abbia uno sbarramento eccessivamente alto, che consenta la nomina anziché la scelta dei candidati, potrebbe provocare esattamente un'opposizione extra parlamentare. Oppure, una come il m5s, che avrebbe dovuto entrare per aprire il Parlamento come una scatola di tonno.
Solo che, dopo esserci riuscita, se l'è scordato.
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